Pista ciclabile, sprint dal prefetto

E adesso tocca al prefetto cercare di raffreddare la patata bollente della pista ciclabile sul Ponte della Libertà.

(…) Un tema “prefettizio” che nasce dal fatto che, fra un po’, non sarà più fisicamente possibile raggiungere Venezia in bicicletta. L’impedimento alla mobilità di fatto si configura come un reato e il Prefetto può essere chiamato a mettere in atto tutti gli accorgimenti perché i cittadini ciclisti siano posti nelle condizioni di poter usufruire liberamente di un pezzetto di territorio. La questione è meno campata in aria di quel che si pensi, dal punto di vista giuridico, dal momento che, se entrasse in funzione il tram domani mattina, i ciclisti si troverebbero nelle condizioni di non poter utilizzare né il Ponte della Libertà né la pista ciclabile sul Ponte della Libertà, che non è ancora finita. E siccome il diritto alla mobilità – la libertà di circolazione – è sancito dalla Costituzione italiana e previsto da tutte le normative europee, il Comune di Venezia potrebbe trovarsi nei guai.

Continua a leggere l’articolo de Il Gazzettino martedì 31 marzo 2015

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