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2 ottobre 2021

Programma: Mettiamo da parte, una volta tanto, la nostra fedele bicicletta per visitare, in occasione della ricorrenza di San Francesco (il 4 ottobre) questa piccola isola della laguna veneta. Frequentata sin dall’età romana, il luogo, già chiamato Isola delle Due Vigne, divenne nel 1220 approdo per Francesco d’Assisi, di ritorno dall’Oriente e dalla Quinta crociata, dove si era recato a predicare il Vangelo al sultano e porre fine alla guerra. Il santo scelse l’isola per fondarvi un ricovero dove fosse possibile pregare e meditare in pace, lontani dalla mondanità. Dopo la sua morte, l’isola venne donata, nel 1233, ai frati minori

Programma: Mettiamo da parte, una volta tanto, la nostra fedele bicicletta per visitare, in occasione della ricorrenza di San Francesco (il 4 ottobre) questa piccola isola della laguna veneta. Frequentata sin dall’età romana, il luogo, già chiamato Isola delle Due Vigne, divenne nel 1220 approdo per Francesco d’Assisi, di ritorno dall’Oriente e dalla Quinta crociata, dove si era recato a predicare il Vangelo al sultano e porre fine alla guerra. Il santo scelse l’isola per fondarvi un ricovero dove fosse possibile pregare e meditare in pace, lontani dalla mondanità. Dopo la sua morte, l’isola venne donata, nel 1233, ai frati minori dal patrizio veneziano Jacopo Michiel, per fondarvi un convento. Nel XV secolo, l’isola ed il convento per le condizioni ambientali divenute ormai inospitali causa la malaria, furono abbandonate (da qui il termine disertata). Tale l’abbandono però durò solo qualche decina di anni ma il nome rimase di uso comune. Nel 1806 i soldati napoleonici depredarono il monastero e la chiesa dagli ornamenti e causa la soppressione la comunità dovette spostarsi nel monastero di San Bonaventura a Venezia. Successivamente la zona fu adibita a polveriera dagli Austriaci sino a che nel 1858 il terreno venne donato al patriarcato di Venezia, che consentì ai frati di rifondarvi il monastero, tuttora attivo. Partiti da Venezia, scenderemo a Mazzorbo, pittoresca e tranquilla isoletta sede da alcuni anni della tenuta agricola Venissa. La tenuta è un perfetto esempio di “vigna murata”, all’interno del quale si trova il vitigno Dorona di Venezia, uva autoctona della laguna coltivata per secoli e quasi estinta a seguito della grande acqua alta del 1966.
Passeremo in mezzo ai vigneti recuperati per assaporare l’atmosfera dei secoli passati. Da qui, attraverso il ponte “Lungo”, raggiungeremo Burano, con le sue case multicolori ed i pescherecci ormeggiati. Una visita in libertà all’isola e poi il pranzo, al sacco o in uno dei tanti locali dell’isola. Alle 14,30, all’imbarcadero, troveremo il sig. Massimiliano che ci porterà a San Francesco del Deserto. Gli ospitali frati del convento ci guideranno alla scoperta dell’isola, ricca di bellezze, di storia e di spiritualità.

Ritrovo: ore 8.50 Piazzale Roma (ai piedi del ponte di Calatrava).
Rientro: ore 19:00 circa
Pranzo: al sacco, oppure in autonomia all’isola di Burano.
Contributo: SOCI: € 18,00
NON SOCI : € 23,00 (per contributo Frati Minori e navigazione con mezzo privato da Burano a San Francesco e ritorno).
Iscrizioni: in sede
giovedì dalle 17.00 alle 19.00
venerdì dalle 16:00 alle 18.00.
AVVERTENZE:

  1. Portare la mascherina per accesso ai luoghi chiusi
  2. munirsi di biglietto (od abbonamento) per il tragitto Mestre-Venezia-Burano e ritorno.

REFERENTE: AURORA TRON 3386863287

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