Fateci salire sul tram con le biciclette

Sul tram con la bici, destinazione Venezia.

Allarme delle associazioni dei ciclisti: “Troppo pericoloso il transito sul cavalcavia di San Giuliano”. ACTV cerca una soluzione.

Manca il collegamento con via Torino. Chiesto un incontro urgente con Zappalorto.

Venezia e Mestre unite dalla pista ciclabile sul Ponte della Libertà? Un sogno che fatica a realizzarsi, nonostante i cantieri in corso. Il boom dell’uso della bicicletta in terraferma si ferma in via Righi, di fronte alla pericolosità del traffico.

La prossima entrata in servizio del tram renderà estremamente pericoloso, se non interdetto, il transito sul cavalcavia di San Giuliano per pedoni e ciclisti.

Una soluzione c’è ed è semplice. Consentire alle bici di salire sul tram per arrivare in sicurezza fino a Piazzale Roma e poi da qui raggiungere il Tronchetto. Il Comune ha chiesto ad ACTV di studiare come realizzarlo. Uno stratagemma semplice e moderno che potrebbe potenziare quei ventimila passaggi l’anno di cittadini e turisti che usano la bici per raggiungere Lido e Pellestrina. Un turismo sostenibile di cui Venezia per troppo tempo si è dimenticata. E che ora potrebbe, con il tram, svilupparsi.

Articolo su La Nuova Venezia martedì 10 febbraio 2015

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Pista incompiuta, ciclisti in rivolta

Lavori in dirittura sul Ponte, ma ci vorranno due anni per completare l’opera.

Per le due ruote sarà ancora più rischioso arrivare in piazzale Roma.

Il mondo delle due ruote si sta preparando alla la protesta. Clamorosa. Con tanto di blocco del tram.

“Chiediamo un incontro urgente al commissario Vittorio Zappalorto per tornare ad affrontare il tema del collegamento ciclabile tra terraferma e centro storico”. A lanciare l’ennesimo appello è un gruppo di nove associazioni cittadine con in testa “FIAB Amici della Bicicletta” e poi “Il tram che vogliamo”, “Rosso veneziano”, “la Salsola”, “Arte in bici”, “Nordic walking Mestre”, “Amici delle arti”, “Nordic walking Italia” e “Legambiente”, che in questi giorni si sono incontrati per fare il punto della situazione…

Articoli su Il Gazzettino martedì 10 febbraio 2015

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13 Febbraio 2015: M’ILLUMINO DI MENO a led

In occasione della giornata “M’illumino di meno”, i soci Coop hanno organizzato un evento nel pomeriggio del 13 febbraio 2015 a Villa Venier Contarini a Mira Vecchia, prestigiosa sede dell’Istituto  Regionale Ville Venete.
Chi vorrà potrà – previa prenotazione telefonica – usufruire di una visita guidata gratuita alla Villa.
Inoltre vi saranno laboratori di letture per i bambini (il mio amico VaLEDdino) e laboratori di costruzione di lanterne di carta.
Gli amici della bicicletta sono invitati a partecipare con le loro bici.

Indagine nazionale in bici al lavoro

VAI IN BICI AL LAVORO?

Oppure lavori ma non ci vai in bici?

In ogni caso, raccontacelo! partecipa al sondaggio “IN BICI AL LAVORO: COME E PERCHÈ” organizzato da FIAB in tutta Italia.

La mobilità casa-lavoro è il momento più frequente e diffuso in cui scegliere come spostarsi è importante. Le ore della giornata in cui si concentra questa attività sono le più critiche per la città, per la qualità della vita, per l’inquinamento atmosferico e acustico.

Per questoFIAB vuole capire meglio quandocomeperché si sceglie – o no – di usare la bicicletta per tale tragitto quotidiano, con un grande sondaggio online destinato a tutti i ciclisti italiani, soci e non soci.

Inoltre FIAB sorteggerà tra tutti i partecipanti all’indagine “In bici al lavoro: come e perché” diversi premi: un Ciclo-viaggio FIAB nazionale gratis a scelta e un’iscrizione gratuita al Cicloraduno Nazionale sul Garda (formula weekend), un soggiorno per 2 notti/2 persone al Bike Hotel Santoni sul Garda, 2 caschi Abus. Quindi, non perdere tempo, dacci una mano a capire la realtà della mobilità ciclistica e poi preparati per una bella avventura in sella!

I risultati verranno presentati al Convegno internazionale VELOCITY 2015 a Nantes in Francia.

Questionario in bici al lavoro

 

Fiab, dalla parte di chi #pedalaognigiorno

La Fiab lancia la nuova Campagna Tesseramento 2015 e prende una posizione decisa, che pone in maniera sempre più netta la Federazione dalla parte di chi #pedalaognigiorno. Una scelta di campo, assunta con la consapevolezza di rappresentare la più grande realtà associativa nazionale che tutela i principi della mobilità nuova e i diritti di chi ha scelto di fare della bicicletta un vero e proprio mezzo per muoversi.

Una campagna che è anche una svolta nel modo di intendere la comunicazione del mezzo bici, che vuole essere sempre più rivolta a chi usa la bici nei modi più disparati.

Negli ultimi anni la bicicletta si è sempre più affermata come oggetto di culto, un mezzo di trasporto molto alla moda da sfoggiare in luoghi e in occasioni diverse. Un simbolo di rinnovamento che conferma quella eterna perfezione legata ad una creazione identica a se stessa da oltre cento anni. Perché la bicicletta sembra essere nata quasi perfetta, dotata di quelle significative imperfezioni che la rendono inimitabile. In questo suo essere macchina in evoluzione, oggi esprime il simbolo di un cambiamento, quello verso le forme di una nuova mobilità, che restituisce e crea spazi e luoghi per il vivere sociale.

La Fiab ha da sempre posto la sua attenzione al mezzo bici, a quel suo essere determinante per il raggiungimento di un fine ben preciso, quello che vede nelle nostre città un luogo importante dove vivere; nelle nostre strade, urbane ed extraurbane, una via determinante entro cui muoversi; nelle nostre piazze un posto fondamentale dove sviluppare la socialità;

Tutto questo significa lavorare per tutelare questi valori, una tutela che si basa su una grande professionalità, messa a disposizione di chi decide di fare questa scelta di campo, di chi vuole stare, come Fiab, dalla parte di chi #pedalaognigiorno, tesserandosi.  Una tutela  che è fatta di azione costante. L’agire della Fiab è un attivismo concreto, forte del suo lavoro di confronto e di ascolto con le istituzioni, per dare vita a leggi che rappresentino il vero cambiamento per la mobilità sostenibile e l’uso della bicicletta. Un lavoro che affianca chi con la bici ha un rapporto di costante vicinanza, grazie all’assistenza legale fornita su tutto il territorio nazionale, per informare sui propri diritti chi va in bici, per sostenere quei diritti e renderli forti.

Scegliere di stare con Fiab, tesserarsi per il 2015, significa abbracciare questi valori e ricevere questi benefici; significa una assicurazione per la Responsabilità Civile verso terzi che ha valore in tutta Europa; significa diventare attivo e partecipare ogni giorno alla creazione di spazi nuovi e possibili per la mobilità e la bicicletta; significa trovare vie nuove per viaggiare in bici con i ciclo viaggi che Fiab organizza in tutta Europa e con le migliaia di escursioni che a livello locale permettono di scoprire il territorio; significa avere l’abbonamento con BC, l’unica rivista di settore che in Italia si occupa di mobilità, ciclabilità e ambiente; significa godere delle centinaia di convenzioni con realtà commerciali in tutta Italia.

Questa è Fiab. Sostieni te stesso, associati.

 

Maleducazione sui pedali? No, grazie (4a puntata)

Anche tra i ciclisti c’è chi si comporta male … ed è sbagliato difenderlo

Insomma, dopo aver spiegato che le campagne denigratorie son faziose e che, per chi usa la bici, alcuni comportamenti sono “salvavita”, va anche detto che capita talvolta di assistere a comportamenti riprovevoli. Che non sono tipici dei ciclisti, ma di cittadini” maleducati”. Vediamone alcuni senza cadere in oziose elencazioni, visto che è più utile, come fanno molte associazioni FIAB, sensibilizzare ad un uso corretto e sicuro del mezzo. Ricordandosi che nessuno di noi appartiene a priori ad una sola categoria.

Maleducazione sui pedali? No, grazie [4° puntata]