Itinerari

Itinerario Il parco dello Storga da Marcon

Itinerario: Quasi tutto nella provincia di Treviso, il percorso si snoda nella marca trevigiana sfiorando Treviso e incrociando il Sile in più punti. Lunghezza circa 52 km con tratti di sterrato buono.   

Occhiello: Il parco è costituito da aree in rimboschimento, campi chiusi, uno stagno artificiale circondato da canneto, siepi perimetrali, e, soprattutto, dalle risorgive del fiume Storga, immerse in un ambiente ancora naturale di boschetti ripariali e polle risorgive. Entro i confini del parco è visitabile il Museo Etnografico “Case Piavone”, dove oggetti e utensili folcloristici del Veneto rurale sono raccolti ed esposti al pubblico.

Museo etnografico al limite del parco

Numerosi sentieri naturalistici, alcuni dei quali creati di recente, si snodano nel parco permettendo di passeggiare e toccare i punti più interessanti.

La vegetazione arborea un tempo circoscritta alle sole zone limitrofe al corso d’acqua dello Storga e ai fossi, sul finire degli anni novanta e primi anni duemila è stata oggetto di un intenso programma di rimboschimento che ha interessato aree utilizzate fino agli anni ottanta come terreni agricoli seminativi, poi inutilizzati e divenuti prati. Decine di migliaia di alberi appartenenti alle sole specie autoctone della zona sono stati piantati sulla maggior parte del terreno del parco, lasciando solo ristrette radure erbose.
Si possono osservare il pioppo nero, il pioppo bianco, il salice bianco, il salicone, il salice fragile, il carpino bianco, il frassino, l’ontano, il nocciolo, l’olmo campestre, il rovere, la farnia, il platano comune, il melo selvatico, il ciliegio selvatico, l’acero campestre, l’acero di monte e il sambuco.

Il parco conserva una fauna interessante, considerando che la distanza dalle mura di Treviso è di non più di due chilometri. Si possono vedere il riccio europeo, il toporagno di Miller, il topo selvatico, lo scoiattolo, la volpe, la lepre comune, la donnola e la faina.

Sono state censite oltre 120 specie di uccelli tra cui lo sparviere, il tuffetto, la folaga, la tortora selvatica, il martin pescatore, l’allocco, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, l’usignolo, il codirosso, la cannaiola verdognola, il canapino, il luì piccolo, il rigogolo e il fringuello oltre ai tordi, ai fringuelli e i migliarini di palude.

Tra gli anfibi ed i rettili sono annoverate il tritone punteggiato, la rana di Lataste, la rana verde, il rospo comune, il rospo smeraldino, la natrice dal collare, la lucertola muraiola e la tartaruga palustre europea.

Infine, per quanto riguarda la fauna ittica, notevole è la presenza di trota fariosanguinerolapanzarolospinarello e scazzone, ma, soprattutto, del gambero di fiume.

Descrizione: Partendo da Marcon si raggiunge, per via monte Grappa, l’attraversamento del fiume Zero e si continua per via Bonfaldini fino a sotto passare la A27. Continuando per via Braida fino alla via Bonisiolo e a Zerman, con la bella chiesa di sant’Elena (merita una sosta), si può proseguire per via Malombra e, sottopassando l’autostrada Serenissima, raggiunge Borgo Verde e Casier per correre per qualche chilometro lungo il Sile. Raggiunta la periferia di Treviso, si proseguirà verso nord per arrivare, in breve, al parco dello Storga e alla sede della provincia di Treviso, in sant’Artemio. Passato il parco si potranno osservare le sorgenti del Sorga, in prossimità del museo etnografico Case Piavone, che merita sicuramente una visita.

Lasciato il museo ci si dirige verso Pezzan, attraversando il rio Piovesan, il rio Rul e il fiume Melma. Da Pezzan si scende verso Carbonera, senza attraversarla e poi, dopo il parco di villa Tiepolo, a sud verso Lanzago e Silea. Dopo Silea si attraversa il Sile in corrispondenza della centralina idroelettrica prima di Casier. Costeggiando ora il Sile per un breve tratto, si sceglie di tornare, dirigendosi verso sud-sudovest, fino a Conscio e verso sud fino a riattraversare la Serenissima e poi la A27. Seguendo a ritroso il percorso dell’andata, in pochi chilometri si giungerà al punto di partenza.

Zerman: chiesa di Sant’Elena
Percorso
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